Fluxes. Puntata 6

Ieri mattina sono andato con il mio migliore amico, nonché testimone, a ritirare il mio abito di nozze. Sono solo 173 giorni in anticipo, forse un po’ troppo, ma mi piace fare le cose con calma e arrivare preparato alla meta. Tutto liscio, non fosse per quel paio di kg recuperati in un mese, rispetto alla prima prova.

E mentre ieri lo indossavo e tiracchiava un po’ da tutte le parti ho pensato due cose: non vedo l’ora che arrivi il 7 gennaio per porre termine a tutte queste mangiate che con la scusa del Natale ti obbligano a presenziare e che sempre da gennaio dovrò controllare il mio regime alimentare per i prossimi mesi.

Riflettevo anche su un’altra cosa, qui sotto ben riproposta dai sempre più rari post di Mushin, mentre mi guardavo allo specchio. Gli ultimi 3 sono stati mesi senza praticamente riposo sotto ogni punto di vista, ma più di tutti quello mentale.

Tuttavia mi hanno lasciato in eredità una grande lezione. Non posso risolvere tutti i problemi e le situazioni negative che mi circondano. Benché mi tocchino spesso da vicino, devo imparare a conviverci, ma soprattutto a non farmene una colpa quando non è così. Pur deludendo o facendo rimanere male chi mi è vicino.

Mi hai mostrato che probabilmente non è affatto vero che qualsiasi problema abbia una soluzione, ma se stringi la mano giusta puoi sentirti meno smarrito. Ed è in questo gesto semplice come l’acqua che si addensa l’essenza dell’amore, molto più che in tutte le belle parole che inebriano come il vino.

E dunque, sì, anche io ho imparato a stringere più forte le mani di chi mi vuole supportare e sopportare. La vita sembra meno dura e questo mi basta.