Panico paura

C’era una canzone di qualche anno fa di quei cretini dello Zoo di 105, Panico Paura. Una zarrata in stile anni ’90 dal sapore puramente trash.

Però oggi se mi chiedessi, ehi come va? Ti risponderei così.

Sono state due settimane allucinanti. Questo panico ingiustificato per una forma influenzale più complicata della normalità è stato un tifone che ha intarsiato danni in ogni aspetto della vita italiana e del sottoscritto.

Lavorando per e in un luogo che si rivolge a grandi masse l’impatto negativo di una mala gestione di tutta questa follia collettiva è stato piuttosto time consuming per poterlo governare e portare in un porto sicuro fuori dalle acque oscure dell’ignoranza e isterismo.

Ho avuto poco tempo anche per altri motivi.

Il primo tra tutti mi sono goduto la vita. Complice la TV rotta dal 4 febbraio e che penso rivedremo almeno tra una settimana buona, perché con la fortuna che ci contraddistingue perché aggiustarla in un paio di giorni? Teniamola tutto il mese.

Ho finalmente provato l’ esperienza Da Vittorio, sto seguendo un paio di corsi di fotografia online e in generale ho approfondito e continuerò ad approfondire molto l’argomento. Ho scoperto un servizio di consegna fiori a domicilio molto soddisfacente, si chiama Colvin e ha prezzi molto competitivi e un packaging anni luce avanti a Interflora, è una Startup spagnola e ve la consiglio.

In linea di massima ho cercato di non farmi coinvolgere più del necessario da questo Coronavirus, linko l’unico articolo a mio modo di vedere giudizioso da un punta di vista giornalistico, ma tant’è è impossibile non scontrarsi con i suoi strascichi grazie ai quali sono emersi:

  • una profonda ignoranza del popolo italiano
  • una profonda ignoranza di gestione di una crisi di tale portata da parte di chi ci governa
  • la follia dei social media e degli assurdi contenuti che ci puoi trovare dentro questi giorni (dai più assurdamente preoccupanti a quelli goliardicamente sdrammatizzanti)
  • L’aria in tre giorni in Lombardia si è pulita magnificamente
  • C’è voluta un’influenza con un nome esotico e alternativo per scoprire lo smart working
  • Siamo passati da moriremo tutti a questo virus ci ha già rotto i coglioni in una manciata di giorni
  • L’isteria e l’ignoranza sono più pericolosi di una malattia
  • è una bellezza andare in ufficio queste mattine. Non c’è in giro nessuno
  • dopo qualche giorno senza postare qualcuno si è domandato se fossi ancora vivo e questo mi ha dato molto piacere. Il blog non muore mai

A me poi è bastato guardarmi questo video per tornare alla vita di sempre e a preoccuparmi di quello che davvero conta. F&F.