Una nuova normalità

Stanotte non ho dormito molto bene. Di nuovo. Faccio fatica a prendere sonno e mi ritrovo nei rivoli di banalità di tuttologi improvvisati dell’ultim’ora. Per fortuna non mi faccio influenzare e ne rido. Ahimè me ne dispiaccio perché sono invece in tanti a credere a tutto quanto viene pubblicato online, generando reazioni a catena e panico senza senso.

È una nuova normalità. In cui tutti sanno tutto, in cui entrare dal macellaio, come ho fatto stasera, con la mascherina non genera alcun imbarazzo, dove disinfettare tutti i prodotti della spesa è diventato un must e dove chi fa il mestiere del comunicatore fa una faticaccia per non risultare banale od offensivo.

Tornando a casa ho incrociato un runner nella mia via, volevo levare gli scudi del giustizialismo, ma ho taciuto. Chi sono io per giudicare? Magari avrebbe soltanto fatto il giro dell’isolato. Magari finiva la via e sarebbe tornato indietro.

Una volta salito e spogliato delle vesti mi sono lavato la faccia. Guardandomi allo specchio ho notato un solco profondo dalla bocca all’orecchio. Pensavo, toh guarda, un’altra ruga. In realtà erano i solchi della mascherina tenuta su per non più di un’ora. E lì mi sono sentito piccolo, pensando a chi ce l’ha su da giorni per cercare di salvare la vita a qualcun altro.

È una nuova normalità, dove sto cercando di informarmi e mantenermi aggiornato tramite webinar e corsi online, ma seguo anche l’attualità su come essere resilienti nel marketing. Dove la vita dei quotidiani sta cambiando completamente. Anche grazie a Giovanni Boccia Artieri che con il suo Carosello is Back insieme a Paolo Iabichino parlano su Instagram di comunicazione e pubblicità.

C’è una nuova scala di valori da applicare nella nuova normalità, soprattutto nella comunicazione, nel modo di porsi, nel racconto personale e in quello aziendale. C’è tremendamente bisogno di verità in grado di adattarsi a questa nuova realtà.