Quando passerà

Non è questione di se, ma di quando.

I media stanno iniziando a ipotizzare possibili date di ripresa, di riapertura delle imprese e attività, di ritorno alla vita lasciata a fine febbraio.

Azzardi forse troppo forti. Le persone non sono abituate a rimanere in casa, per un periodo così lungo poi, davvero durissima. Comprendo la voglia di accendere la speranza, di dare un segnale positivo, ma se poi non si realizza, finiamo per farci solo del male.

Se, come dicevo ieri, la rete sta aiutando a cambiare marcia, ad innamorarsi, a tendere una mano in modo innovativo, dall’altra parte genera una pluralità di fonti, opinioni e post-verità sempre più difficili da discernere e da valutare come credibili e affidabili.

Ed è estremamente facile credere a questa o quell’altra voce, mandare qualche messaggio su whatsapp con i classici, ho letto, dicono, mi hanno detto…e l’effetto a catena è servito. Nel migliore dei casi il panico vince sulla verità di informazione.

Anche questo aspetto sarà un accento sul quale porre estrema attenzione quando tutto questo sarà finito. Il senso civico perduto, la totale assenza di spirito autocritico, l’arrogarsi il diritto di essere tuttologi, questo uccide più di qualsiasi altro virus.

Ad ogni modo, dopo questa pantomima passiamo alle faccende odierne.

Non so se anche voi abbiate il vostro telefonino innondato da video o foto di meme su questa quarantena. I primi giorni li trovavo estremamente divertenti, ne condividevo anche io molti. Ora li trovo noiosi e di cattivo gusto. Non so bene perché ma non scarico nemmeno più il loro contenuto e il più delle volte rispondo con una faccina divertita senza nemmeno averlo fruito.

Sarà che anche io abbia voglia che tutto questo finisca presto.

In questi giorni sto bevendo solo un caffè al giorno, al mattino dopo la passeggiata con il cane, e finalmente sto sfruttando a dovere le capsule riutilizzabili per la nostra macchina Nespresso. Anche in ottica di ridurre gli sprechi, queste capsule permettono di fare refill di qualsiasi caffè siate appassionati, restituendo sostanzialmente lo stesso risultato di una capsula originale.

Per ora ho provato caffè Corsini che mi hanno regalato a Natale e da poco ho iniziato Lavazza Crema & Gusto. Decisamente buono e più deciso, assomiglia molto di più a un espresso. Anzi a metà tra la Moka e l’espresso del bar.

I Cafilas sono su misura per macchine differenti, quindi prima di acquistarli bisogna verificare sempre bene la compatibilità qui. Infine, ultimo consiglio, il caffè va pressato bene, altrimenti potrebbe risultare troppo “acquoso”, ma come si fa nelle macchine da bar è necessario dare la giusta pressione per avere un caffè degno di questo nome.