Quale futuro per Stadia?

Difficile a dirsi a questo punto. Dopo l’annuncio a sorpresa di settimana scorsa chi si occupa di videogiochi si sta domandando la stessa cosa.

Google Stadia avrà un futuro?

L’approccio di Google ai suoi prodotti è alquanto bizzarro. A parte lo zoccolo duro (GMail, Drive e Suite in generale), da quando ha chiuso Google Reader è partito il trend “esercizio di stile”. Lanciare sul mercato servizi, spesso anche utili, e poi abbandonarli al loro destino fino a chiuderli completamente. Lasciando così i suoi utenti non solo incazzati, ma anche con la briga di doversi trovare delle alternative che facciano le medesime cose.

Per fortuna con Stadia non sarà così. Nel senso che, al di là dello streaming, non ha avuto mai esclusive (e a questo punto mai le avrà) tali per cui non si possano giocare gli stessi giochi altrove. Durante gli scorsi mesi ho avuto modo di testare a fondo Stadia e rispetto alla prima recensione mi sono dovuto ricredere, soprattutto nella sua incarnazione mobile, sempre fluida e senza intoppi. Ha avuto un bello slancio poi con l’uscita Cyberpunk 2077, a detta di tanti la versione migliore dopo quella PC, e davvero non mi capacito come non Google non abbia sfruttato a dovere questo trampolino. Abbandonando se stessa ad avere soltanto titoli di terze parti.

Creating best-in-class games from the ground up takes many years and significant investment, and the cost is going up exponentially. Given our focus on building on the proven technology of Stadia as well as deepening our business partnerships, we’ve decided that we will not be investing further in bringing exclusive content from our internal development team SG&E, beyond any near-term planned games

I costi. Già, i costi. Sviluppare titoli AAA richiede dei team di sviluppo con i controcazzi, ma soprattutto di tanti soldi a disposizione (The Last of Us 2 è costato oltre 100M $). E non che Google non ne abbia, ma una divisione deve essere autosufficiente e deve avere un’entrata fissa e costante e sicuramente un abbonamento e la marginalità su titoli multipiattaforma non è sufficiente per ripagare la realizzazione di nuove produzioni ad hoc.

Microsoft dal canto suo riesce a fare ciò che Google non può. Ha già un track record in questo settore di oltre 20 anni, ha deciso di assimilare innanzi tutto team di sviluppo esterni invece di crearne da zero interamente, e con la propria console ha le entrate necessarie per mantenere viva e vegeta una divisione molto complessa come quella di Xbox. Inoltre la sua tecnologia streaming è già molto matura, xCloud l’ha dimostrato ampiamente, e benché non si possano giocare tutti i giochi in possesso dell’utente nella propria libreria, la mia sensazione è che Microsoft punti a quell’obiettivo.

Stadia avrà vita breve. Senza delle esclusive e con una tecnologia facilmente replicabile da altri player non ci sarà un futuro molto lungo. Amazon sta per approdare nel settore con un modello simile a quello di Google con Amazon Luna, anche se creare un videogioco originale non è proprio una passeggiata, Sony e Microsoft sono già lì e GeForce Now non sta a guardare.

La battaglia per un nuovo streaming è iniziata.