Hey, World

HEY, un nuovo servizio di posta elettronica creato dai fondatori di Basecamp, debutta oggi con un “nuovo” servizio di blog che permette di pubblicare direttamente dalla casella di posta: HEY World.

Come funziona?

Vi ricordate di Posterous? Ecco. Il funzionamento è pressoché identico. Sottoscrivi un abbonamento a HEY (99$/anno), scrivi un’email a world@hey.com e il gioco è fatto. Ecco il tuo nuovo blog.

I Pro

Privo di JavaScript e di qualsiasi ninnolo di codice, risulta essere una pubblicazione molto snella e veloce che al momento permette l’inserimento soltanto di immagini, testo e ipertesto.

Basta fare una rapida ricerca su Twitter per capire al volo come ci sia una frenetica corsa all’oro nella creazione di nuovi luoghi in cui scrivere. Un po’ come avvenne per Medium, ma con le dovute differenze che elencherò nei contro qui sotto.

Quale il punto di forza? Sicuramente la semplicità e le velocità di utilizzo. Componi una email, scrivi, invia e il gioco è fatto. Si interseca tra i rivoli di un thread twitter facilmente dispersivo, un blog personale e una newsletter del quale il sistema è dotato nativamente.

I Contro

Ci sono un paio di punti a sfavore nell’utilizzo di questo servizio. In primis l’indirizzo email stesso. Una volta creato il blog tutti avranno la medesima URL:

Once you write your first HEY World email, you’ll get a “world.hey.com/you” page (with the “/you” part being the same as the beginning of your @hey.com email address)

Ciò significa che chiunque verrà a conoscenza del tuo indirizzo email personale in tempo zero. Ok, con i dovuti filtri si può bloccare facilmente qualsiasi scocciatore, ma si può capire bene quale possa essere il risultato sul lungo termine nell’esporre pubblicamente il proprio indirizzo email.

Il secondo aspetto, almeno per me non indifferente, è la personalizzazione. I blog sono tutti identici, a parte l’icona e il nome nella parte iniziale, sono irriconoscibili l’uno dall’altro. Ok, il contenuto dovrebbe fare la differenza, ma i primi millisecondi devo capire con chi sto interloquendo. Un po’ come accadeva con Medium, costretta da qualche mese a dover aggiungere la possibilità di cambiare font o sfondo. Vi lascio qualche esempio per rendere l’idea.

Quale il punto debole? Senza una vera personalizzazione, senza l’embed di contenuti di terze parti, senza la possibilità di commentare, senza la possibilità di poter esportare il mio contenutoal momento non so dire quanto il mercato possa premiare una soluzione del genere. Posterous è deceduto dopo pochi anni, e pagare 99$ per un blog “mozzato” ha al momento davvero poco senso.