Una traccia della mia esistenza

Ultimamente da più fronti mi è stata posta la medesima domanda. La fatica, il tempo, i contenuti spesi qui dentro hanno un valore? Hanno un ritorno? Ti servono o ti sono mai serviti in qualche modo?

La risposta è affermativa. Senza il mio blog non sarei quello che sono oggi, non avrei avuto le opportunità di carriera e crescita che nel corso degli anni mi si sono parate davanti, ma soprattutto non avrei mai e poi mai potuto entrare in contatto con un estensivo numero di persone dalle quali ho cercato di portarmi “a casa” qualcosa.

In fin dei conti i miei post, le mie riflessioni, la condivisione dei miei personali punti di vista sono soprattutto un esercizio privato. Un mio spazio per allineare i flussi interni e fare pace con il mondo, senza cercare l’approvazione di nessuno o con l’idea di far cambiare opinione a qualcuno, quanto piuttosto connettermi con chi ha voglia di fare altrettanto. Non scendo nell’arena dei gladiatori per combattermi il tempo di nessuno.

I’m just not that interested in trying to pull anyone into agreement. To realign their poles. To spin them around and point them in my direction. If it happens, that’s a bonus, but it’s not what I’m aiming for.

I don’t want to sell someone something they’re reluctant to buy. I’m not interested in trying to grease grinding gears. I’m more interested in meshing with those who are excited to come along.

I like it when they’re already there with me. The words, the phrasing, the tone, and the rhythm just helps them synchronize their head nods with mine. And then we connect.

E quindi? Lo scopo di tutto questo?

Because in the end, I’m really just writing to myself. Trying to find my own satisfaction in describing how I feel and what I want. And if we want the same thing, all the better.