La giungla in TV è sempre la stessa

Al piano di sopra abbiamo un soffitto fatto da travi in legno spioventi. Sono le tipiche travi che arrivano fino ad altezza testa (le nostre sono così fortunatamente) o alla peggio altezza ginocchio ed è sempre difficilissimo arredare quelle stanze. I mobili sono per lo più su misura e se ci fai una stanza da letto devi essere bravissimo ad occupare tutto lo spazio a disposizione altrimenti non saprai dove stipare i vestiti.

Ma non solo. Se ti piace guardare la televisione sino all’ultimo secondo prima di addormentarti, nel pensare l’arredamento devi ricordarti anche uno spazio per infilarci un televisore. Cosa a cui non ho pensato sin da subito, ma ho aggiustato in qualche modo in corsa. Una decina d’anni fa decisi di recuperare un misero 21 pollici LCD e metterlo sulla cassettiera al lato sinistro del letto.

Il problema vero è che in quella posizione collo e l’intenzione all’assopirsi naufragavano miseramente. Il primo in un dolore dovuto a una posizione innaturale, il secondo irraggiungibile a causa del primo.

Finalmente a inizio anno ci siamo decisi ad adottare soluzioni più consone e dopo vari tentativi abbiamo posizionato la TV (Panasonic LED 40”) tra le due travi centrali della stanza, in modo da averlo perpendicolare alle travi in fase di riposo e perpendicolare al nostro sguardo al momento dell’utilizzo, grazie all’installazione di questa staffa motorizzata.

Da qualche sera abbiamo iniziato ad addormentarci così, una puntata di qualche serie che stiamo seguendo a cullarci, ma capita spesso che io faccia più fatica di mia moglie a prendere sonno e, come capitato ieri sera, mi perda nella giungla della televisione italiana.

Ho fatto zapping compulsivo fino oltre il canale 100, mi sono spinto fino ai confini dell’etere italico per arrivare a chiedermi se davvero fossi nel 2021 o in preda a qualche delirio onirico e risvegliatomi nel 1997. Strabiliante. I programmi erano i medesimi. Jill Cooper stava proponendo uno dei milioni di attrezzi per il rassodamento, almeno tre diversi cartomanti – sensitivi che ribadivano gran voce di essere delle persone umili e semplici in grado di predirti il futuro per soli 20 euro di consultazione, Sergio Baracco con il suo intramontabile sangue di piccione ma con molta meno verve, delle improbabili televendite di CD di musica neomelodica, programmi spirituali, mix di telenovelas del sud america intervallate da comiche in bianco e nero al doppio della velocità e tante tante altre chicche.

Fino ad arrivare ai miei preferiti. I venditori di orologi da polso. I migliori sono quelli di Le Caveau di Porta Venezia. Al di là di essere appassionato ai prodotti presentati, la loro nenia è peggio di una puntata di Superquark o di Freedom. Una camomilla virtuale soporifera.

Ecco se avete una TV in camera e problemi di insonnia, dategli una chance.