Un NFT non è, alla fine, altro che una copia?

È qualcosa a cui penso da un po’. Al di là di considerare, per il momento, tutto il mercato NFT nient’altro che una furbata, il post di Matt Birchler mi ha dato la giusta traduzione in parole del suddetto pensiero.

Un NFT non è altro che una copia di una copia di una copia? Traduco dal suo post.

Supponiamo che qualcuno pubblichi uno dei suoi file creati su Photoshop su un mercato NFT. Ha il file originale e vuole venderlo a un fan. Lo elenca su un mercato e potrebbe dover caricare il file sul mercato in modo che quando un cliente acquista l’opera, possa scaricare immediatamente il file per il quale ha pagato.

La questione è proprio questa. Chi originariamente ha caricato il file originale aveva un file che voleva vendere, e ora ci sono 3 file.

Il creatore ha l’originale
Il mercato ha una copia dell’originale
L’acquirente ha una copia della copia del mercato
Anche se si tratta di una vendita peer-to-peer e non ci sono intermediari, l’acquirente riceve comunque una copia del file del creatore, non l’originale.

L’unico modo in cui qualcuno potrebbe legittimamente acquistare il file originale è acquistare il computer su cui il creatore lo ha originato e archiviato.

Ora, se questo vuol dire che le molte versioni di un file non contano, allora bene, si tratta solo di avere una registrazione di te come proprietario del file (anche se ti mancano cose come il copyright o i diritti di distribuzione). È necessario però chiarire bene questo punto perché non è come acquistare un’opera fisica che viene trasferita da un creatore a un proprietario, o da un proprietario a un altro. Esiste solo 1 copia di quell’opera fisica, non differenti file.

Sia io che Matt ci sbagliamo? Non funziona così? Dove sta la vera unicità?