The Batman

Ho qui davanti a me sulla scrivania una copia di GQ con in copertina Robert Pattinson. È biondo tinto, sembra il cantante dei Green Day, dei denti di metallo finti, mi ricorda forse di più The Joker.

In pieno contrasto con quanto visto ieri sera. Un nuovo reboot (ormai i film di Batman sono solo questo) e il suo debutto come protagonista in The Batman. Cerco di rimanere nel recinto delle produzioni cinematografiche dell’uomo pipistrello evitando di paragonare l’interpretazione di Robertino con quanto fece in Twilight, ma limitandomi a quanto visto.

Ci siamo. Pattinson interpreta egregiamente entrambi i ruoli. Dimostra di aver raggiunto un eccellenza di recitazione riuscendo a calarsi perfettamente sia nel ruolo di Batman che in quello di Wayne, che a differenza di Bale non è il mondano figlio di puttana amante della bella vita, belle macchine e belle donne. È spezzato dentro, rotto. Pattinson serba in sé la tristezza di una vita, quella di un orfano che ha assistito all’uccisione dei genitori e vive ogni secondo alla ricerca della verità sull’ accaduto, e la sfrutta a dovere sia quando si mostra come Bruce che come uomo pipistrello.

Ho apprezzato la fotografia di Greig Fraser con certe scelte stilistiche di inquadrature molto cupe e rigide che, combinate con l’utilizzo estremo della pioggia, ci ricorda tantissimo il Batman di Tim Burton. Una moltitudine di punti vista accomunati dal grido forte di Vendetta di cui tutti i personaggi sono impregnati. Giustizia popolare, giustizia sommaria, giustizia personale. Questo The Batman presta il fianco ai nostri tempi bui in cui tutti ci abbeveriamo alla fonte del riscatto a seguito di un torto subito.

In una Gotham City troppo simile a New York con accenni londinesi, questo Batman si muove all’interno di una purtroppo pessima colonna sonora. Mai incisiva, mai memorabile, mai soverchiante o in grado di aggiungere pathos a una delle qualsiasi scene, la reputo la parte peggiore di questo film.

Un film diligente, come dice Gianni Canova di cui riprendo qui le parole:

Benvenuto dunque anche a The Batman di Matt Reeves: male non fa e brutto non è. Ma da qui a dire che oscurerebbe perfino la trilogia di Christopher Nolan – come capita di leggere o di sentire – davvero ce ne corre.Nonostante l’ambizione di farne l’edizione “definitiva”, evidente fin dal titolo – The Batman, IL Batman, quasi a voler rivendicare il sigillo o il crisma dell’ortodossia filologica – il lavoro di Matt Reeves e dei suoi collaboratori è – mi sembra – niente più che pregevolmente diligente. Questo è l’aggettivo probabilmente più pertinente per definire sia la performance attoriale di un Robert Pattinson pseudo “emo” nel panni dell’uomo mascherato da pipistrello sia l’impianto della sceneggiatura, scritta di Reeves con Peter Craig.

Già. Il Batman di Reeves non è il migliore dei Batman possibili o esistenti. Gli scettri appartengono a Tim Burton e a Nolan per quanto mi riguarda. In questo esercizio di stile ad emergere potente è la figura stessa di Batman. Un eroe nazional popolare non necessariamente buono, ma giusto, ciò che serve oggi per riportare la luce in una Gotham colma di buio. E in questa alternanza tra chiaro scuri spicca un’epica scena del corridoio in cui le uniche fonti di luci sono i proiettili vaganti e ciò che accade in quell’intervallo di pochi secondi.

Mi piacerebbe tanto vedere un film in cui il Joker fosse interpretato dal magistrale Joaquin Phoenix, ma vista la scena conclusiva credo rimarrà soltanto un sogno. Peccato, perché in questo The Batman, oltre a una colonna sonora poco iconica, si sente terribilmente la mancanza di un villain con i contro cazzi. La scelta di rappresentare così l’Enigmista è una scelta debole, anche se facilmente riconducibile a tematiche d’attualità, che poco fa da contrappeso alla figura di Pattinson. Sia per l’attore scelto, sia per il carisma in grado di apportare al discorso filmico.

The Batman è un ottimo film, ma dal mio punto di vista non riuscirà a lasciare una così indelebile traccia come fatto dalla trilogia de Il Cavaliere Oscuro. Forse ingiusto metterli a paragone? Probabile, ma inevitabile. La vera conquista in questo caso è aver scoperto di avere finalmente un degno successore di Bale nel vestire i panni di un eroe comune e senza poteri se non quello della speranza.

★★★☆

Update: Aggiungo questa e questa reference riguardante i fumetti a cui il regista si è ispirato. Forse è il caso inizi anche io.