Google Stadia, 3 anni dopo

Sono passati quasi 3 anni da quella storica Game Developers Conference del 2019 dove Google Stadia fece il suo ingresso nel mondo del gaming.

Da quel giorno di acqua sotto i ponti ne è passata molta, da sfavillanti promesse di rivoluzionare il settore, a dubbi e incertezze sul futuro stesso del servizio messo in pericolo da nessun titolo 1st party e dalla carenza di titoli AAA in grado di far appassionare i fruitori.

Si arriva a qualche giorno fa. Google sembra aver fatto reset al progetto, abbassato le aspettative e pronta a farlo ripartire dalle basi. La prima idea è offrire la tecnologia che siede dietro a Stadia e provare a monetizzarla. Come? Offrendola in modalità white-label. Quindi immaginatevi una qualsiasi Telco pronta ad offrire un servizio brandizzato che poggia su quanto fatto da Google.

Secondo step. Finalmente dopo tanto tempo si hanno delle notizie riguardanti la tecnologia stessa. Arrivano dalla Google for Games Developer Summit di marzo scorso:

  • Sono in arrivo più di 100 nuovi giochi entro la fine del 2022. Non male se si pensa che ad oggi in piattaforma ce ne sono poco più di 200.
  • La forte correlazione con il Search. Ci sarà la possibilità per gli sviluppatori di inserire all’interno dei giochi, e contestualmente di alimentare la SERP, link diretti al gioco. Questa funzionalità si chiama Click to Play Trials. E permette in pochi secondi da Google di atterrare su un videogioco e testarlo immediatamente senza dover loggarsi con un account Stadia.
  • Stadia arriverà come app stand alone all’interno delle TV Samsung entro la fine dell’anno. A questo punto non credo che per chi ne sia in possesso se necessaria ancora la Google Chromecast Ultra.
  • Se sviluppi su Stadia, ci sono degli incentivi mica male! Incluso il fatto che se attraverso il tuo gioco successivamente questa esperienza si converte con un abbonamento Pro, Google riconosce al Publisher una certa %.
  • Punto fondamentale. Google metterà a disposizione degli sviluppatori un tool chiamato Low Change Porting. Questo tool consentirà di tradurre in maniera automatica le librerie DirectX tipiche dei giochi per Windows e Xbox, un supporto migliorato per Unreal Engine e Unity. Sono già 9 le software house a bordo e altre arriveranno.

Non so nemmeno io dire perché continuo ad avere una passione viscerale per Stadia. Forse perché da qualche mese, grazie all’arrivo della FTTH, riesco a vivere l’esperienza in maniera fluida e senza lag o interruzioni di sorta. Senza dover attendere update, installazioni. Clic e gioco. Idem con il 5G, mentre attendevo di prendere un’aereo qualche giorno fa ho giocato a UNO con il massimo della fluidità sul mio iPhone 13.

Questi update sono lontani dagli altisonanti annunci di un futuro ad 8K in streaming, ma restano una piccola flebile scintilla che lascia ben sperare sull’impegno di Google nel mantenere viva la piattaforma. Ovvio, siamo eoni lontani rispetto all’approccio di Microsoft e il suo xCloud. Ma concettualmente siamo quasi su due pianeti diversi. La mia speranza è che questa tecnologia non venga buttata nel cestino senza aver provato l’impossibile per farla funzionare al meglio. Mi aspetto arrivino altri titoli degni di nota, perché?

Semplicemente funziona. Se sei su Stadia anche tu, aggiungimi qui.