Zio. La newsletter che ti spiega cosa fanno i teenager di oggi

Era da un po’ che ci pensavo. In fondo è seduto a poche scrivanie di distanza dalla mia e mi sono detto perché non fargli qualche domanda. Oggi intervisto Vincenzo Marino, aka wyncenzo, l’autore di zio, la newsletter che ti spiega il pazzo fantastico mondo della Gen Z.

In realtà sono iscritto a zio da un anno e mezzo almeno, da quando cioè mi sono avvicinato ancora più a fondo alla generazione Z, appunto. Perché? Beh stavo cercando informazioni a livello italiano per affrontare al meglio quello che poi sarebbe stato il mio colloquio per entrare in Red Bull.

E toh, in chi mi imbatto? Esatto. Ho scoperto solo poi una volta colleghi chi fosse Vincenzo e che ne fosse l’autore. E nulla, da appassionato e studioso della storia dei media (a proposito ti consiglio questo libro che sto leggendo: Io tiranno. La società digitale e la fine del mondo comune) ho voluto approfondire con lui qualche tematica a me cara e che penso possano interessarti.

Immergiamoci.

Ok, partiamo con le domandi semplici, forse stupide, ma necessarie per chi non ti conosce ancora. Chi è wyncenzo? E perché “zio”?

wyncenzo è un autore di 36 anni ossessionato dai contenuti digitali e dalle tendenze culturali. Ha scritto e scrive per diverse testate, e si è fatto un giro lungo nel mondo della strategia video e del content marketing. Da tutto questo è nata “zio”, una newsletter in cui cerco di prendere spunto da trend e consumi che paiono essere rilevanti per una parte della cosiddetta “Generazione Z”, per provare a raccontarli a chi se li è persi — perché anagraficamente lontano, o perché semplicemente non ne ha avuto la voglia.

Perché una newsletter e non un blog? Ok, mi risponderai è il mezzo del momento, ma vorrei capire con te perché probabilmente è uno strumento più potente per raggiungere un pubblico ingaggiato.
Si dice così no?

L’ingaggio dei lettori è sicuramente la componente più eccitante: chi si iscrive sceglie te come puro autore, compie almeno un paio d’azioni per registrarsi, e decide di seguire il tuo lavoro nel posto in cui trascorriamo buona parte delle nostre vite digitali — la casella mail. Questo, unito a un tono di voce possibilmente riconoscibile, fa sì che si possa creare un rapporto di prossimità diverso da quello offerto dai blog, che prescinde dalle piattaforme e dalle loro evoluzioni. Nelle newsletter il content è davvero il king, come si diceva qualche anno fa — che poi: le pagine “archivio” di Substack sono sostanzialmente dei blog, alla fine.

Gskianto

Quanto sono importanti i disegni fatti da te?

Moltissimo. Nell’ottica della personalizzazione e della riconoscibilità stilistica, le illustrazioni una parte fondamentale — a volte apprezzata persino più del testo stesso. Io le vedo come una piccola coccola per gli iscritti, un modo per dirgli che li penso, per mantenere un legame. Tipo gli squillini sul tel dei primi anni duemila.

A proposito di pubblico, quello a cui ti rivolgi immagino non siano ragazzini, ma un pubblico adulto in cerca di risposte?

Il target di base è il millennial che scopre finalmente di non padroneggiare più tutto l’internet conosciuto — credenza dura a estinguersi malgrado l’avanzare dell’età. La grandissima parte degli iscritti è over trenta, effettivamente: ci sono diversi genitori in cerca di spunti di conversazione coi figli, o professori che intercettano “zio” cercando di aggiornarsi su determinati argomenti. Con mia grande sorpresa, però, non mancano zoomer che hanno voglia di contesto e di analisi critica su ciò di cui parlano i loro amici.

E ora te lo posso chiedere perché le nostre pause pranzo secondo me non sarebbero bastate per raccontare tutto. Qual è il processo creativo che ti porta a scrivere una puntata di zio?

Ho una ferrea dieta digitale che mi porta a consumare diverse ore di contenuti alla settimana o a leggere robe stimolanti. In genere da questa routine, o da qualche mia curiosità, o da un’intuizione casuale alla quale cerco risposte e contesti, trovo lo stimolo alla scrittura: così comincio a segnarmi qualche approdo testuale attorno al quale puoi far muovere il discorso, dopo di che vado alla ricerca di un po’ di articoli e report su quel determinato tema. Il giorno prima dell’uscita (il sabato) la scrivo, tenendomi in coda il disegno dell’illustrazione. Elemento di importanza cruciale in questo processo: cerco sempre di non scrivere di argomenti di cui ci si aspetterebbe un episodio di “zio” — il che rende tutto più complicato, ma anche più soddisfacente. 

No Cap

Qui arriviamo agli argomenti che forse interessano più a me. Qual è la tua dieta mediatica, come recuperi informazioni insomma:

La mia dieta digitale include un’oretta di YouTube (comprensiva di costante rassegna di tutto ciò che finisce nei Trending), un’oretta di Twitch (tra consigliati, streamer che seguo e clip delle dirette) e un’oretta di TikTok, quasi ogni giorno. Più una dozzina di newsletter anglofone, la lettura di magazine digitali, Twitter. Alla fine “zio” è una newsletter sui contenuti digitali, più che sulla Gen Z, ma non lo dico a nessuno.

Ti faccio la stessa domanda che hai fatto a KingAsh, qual è la tua lore?

La persona che leggerà questa risposta fa ufficialmente parte della mia lore.

Videogioco preferito e perché?

RDR2. Banale, ma come tanti ho trovato nelle galoppate tra boschi e paludi un’insospettabile forma di meditazione durante il lockdown. In più la parte finale — con l’evoluzione cupissima del personaggio e la sua corsa verso l’epilogo — mi ha rubato il cuore.

E l’ultima fatidica domanda che farebbero in un qualsiasi talk show che si rispetti: obiettivi per il futuro?

Ad oggi sono soddisfatto di dov’è “zio”: ha una sua base di iscritti e un posizionamento chiaro e definito nel panorama dei contenuti d’approfondimento sul mondo digitale. In questi giorni sto sondando i miei iscritti per capire come migliorarla insieme: ho ricevuto spunti molto interessanti, e pian piano mi piacerebbe aggiornare offerte e modelli. Per il futuro ho un paio di progetti in costruzione legati a “zio”, e due o tre idee random che vorrei provare ad assecondare — tra le quali una nuova newsletter. Purtroppo sempre meno tempo per rigiocare RDR2.

Grazie Vins! Molto stimolante.

Ah, sì giusto e qui c’è la mia “uscita” preferita di zio, quella sulla gestione della rabbia e un’analisi molto puntuale sullo stress del lavoro del momento, lo streamer.

Ne approfitto per chiederti, ci sono altri content creator come Vincenzo che dovrei conoscere? Altre newsletter a cui mi dovrei iscrivere?

Fammi sapere qui nei commenti.