SIFU

È un periodo videoludico tutto dedicato all’Asia. Dopo l’ambientazione giapponese feudale di Trek To Yomi ho completato ieri su Playstation 5 la storyline principale di SIFU, la prima delle due disponibili. Gioco ambientato nella Cina moderna e sviluppato dalla francese Sloclap in cui impersonifichiamo un apprendista di arti marziali, nello specifico di Kung Fu, in cerca di vendetta.

A livello tecnico SIFU è classificabile come un classico picchiaduro d’azione giocato da una prospettiva in terza persona. L’ottimo utilizzo della camera ci trasporta nella trama del gioco giocando spesso con la profondità passando così velocemente a combattimenti lineari in 2D soltanto svoltando l’angolo di un muro. Il nostro viaggio ha inizio con la scoperta di poter rinascere grazie a un potente talismano di cui siamo entrati in possesso subito dopo aver perso la vita. Inizia da qui un lungo percorso per vendicarsi di un gruppo di cinque assassini che hanno eliminato tutta la nostra famiglia mentre ancora piccoli cercavamo di imparare la sapiente arte del Kung Fu con il nostro maestro, anch’esso macellato da parte di quest’ultimi.

Nonostante un comparto di combattimento piuttosto semplice, una volta appresi i meccanismi di parata e schivata, è possibile concatenare fino a 150 stili di attacco diversi per creare delle combo dall’alto tasso letale. Con un particolare stile cartoonesco, mi sono piaciute moltissimo le ambientazioni e la scelta di renderle il più possibile interattive consentendo di infliggere danni ambientali utilizzando gli oggetti a disposizione, oppure semplicemente facendo volare i nemici da grandi altezze o sfruttando i mobili per fargli un danno critico. Senza dimenticare l’utilizzo degli oggetti vicini, come una bottiglia da lanciare o una mazza di ferro da abbattere con tutta la nostra furia. Un po’ ostici i boss di fine livello con un crescente livello di difficoltà e velocità, ma anche qui è sufficiente comprenderne le movenze per poter sopravvivere abbastanza facilmente.

Il nostro protagonista, così come tutti gli sgherri con cui avremo a che fare, possiede una barra di difesa che, una volta riempita lo rende vulnerabile a colpi critici. E lì è il momento buono per essere finito o per finirli con la combo di tasti triangolo e cerchio. Una volta terminato ogni livello si viene trasportati nuovamente al wuguan, la scuola di kung fu da dove è iniziato tutto. Da qui è sempre disponibile una lavagna con tutti gli indizi raccolti nei 5 livelli che collegano i 5 killer tra di loro.

La grossa novità introdotta da SIFU, a un genere ormai stra esplorato, resta secondo me come detto all’inizio la possibilità di tornare in vita dopo morti tramite l’uso di un ciondolo magico e attraverso il suo meccanismo perverso. Ogni qual volta decidiamo di sfruttarlo, il nostro personaggio invecchia di tanti anni quante volte si è morti durante i salvataggi precedenti. Non è sempre un male invecchiare però, perché al passare degli anni aumentano i danni in grado di infliggere benché la salute cali di contro. Si può estendere questo giochino fino ai 60 anni (età limite sbloccabile nel corso del gioco), ma una volta sfruttate tutte le possibilità date dal ciondolo il suo potere svanisce e bisogna ricominciare da capo. Tranquilli però a suon di botte si guadagnano dei punti abilità che se utilizzati bene nei vari save point di livello ci consentono di ringiovanire di tot anni, in modo da non dover mai morire per davvero, oppure sbloccare appunto fino a 150 diverse abilità.

Ho completato il primo finale di SIFU in più o meno 5 ore. Me le sono godute tutte e ora vorrei continuare ad esplorarlo per sbloccare gli ultimi segreti rimasti nonché il finale alternativo. Se solo non avessi più di 30 giochi in backlog…Spero tanto arrivi un DLC o un altro capitolo molto presto.

Da poco è arrivata anche la Vengeance Editon con la soundtrack e un cofanetto delizioso.

A voi è piaciuto?

★★★☆