La Babele dei blog

Tutto inizia la fine di agosto, con un paio di post che segnalano la messa all’asta di BlogBabel su eBay. Per chi non lo sapesse BlogBabel è un servizio di aggregazione/indicizzazione/classificazione della blogosfera nato nell’estate del 2006 e che, per svariati motivi (uno su tutti la sindrome de “io ce l’ho più lungo”), ha spesso accesso tante discussioni in rete.

Io l’ho sempre reputato uno strumento valido, quantomeno di consultazione ed informativo riguardo agli argomenti più chiacchierati in rete, piuttosto che l’aspetto di classifica.

Passato qualche giorno, ieri per l’esattezza, l’asta di BlogBabel viene annullata. Ludovico Magnocavallo, l’attuale proprietario, ce ne spiega le motivazioni in questo suo post. BlogBabel pare, da voci di corridoio, essere stata acquistata da Liquida.it e dal gruppo proprietario, Banzai.

La polemica si accende e si infiamma su FriendFeed con Marco che vorrebbe delle spiegazioni più chiare su quanto successo. In molti commentando fanno notare come la mossa di mettere BlogBabel in vendita su eBay sia stata dettata da una necessità di comunicazione/visibilità più che da un reale bisogno di fare un’asta, in quanto, come esplicitato nel post di Ludovico, c’erano già degli accordi in essere prima di lanciare l’asta.

Ed è una spiegazione che non riesco a trovare tutt’ora, anche dopo che Gianluca Neri ha postato ieri sera questi particolari retroscena di tutta la vicenda.

Non credo che Ludovico sia tenuto a rispondere, della sua azienda ne fa quello che vuole e la vende a chi la vuole, ovvio. Quello che credo farebbe piacere comprendere a tutti è il perchè di andare su eBay:

[…]tra le tante offerte e manifestazioni di interesse ricevute in questi giorni ce ne sono state due (edit: tre) particolarmente significative, che al di là del mero trasferimento di codice, dati e dominio prevedevano una collaborazione con idee chiare, e risorse adeguate per sostenerle.

Non è difficile quindi capire che offerte di questo tipo, dove la maggior parte del valore economico dell’operazione non è attribuito alla vendita ma a quello che succede dopo, siano difficilmente paragonabili a quelle “anonime” che avrei ricevuto negli ultimi minuti dell’asta, e proseguire con questo formato non avrebbe solo fatto un torto a chi ha le migliori idee imprenditoriali e può dispiegare risorse significative, ma anche a tutta la fatica e l’impegno messo in BlogBabel in questi anni.

Da qui la sospensione dell’asta che rientra nei termini previsti da ebay[…]

Da qui si capisce davvero poco quale sia stata la vera intenzione e il perchè sospenderla così in fretta e furia. La vicenda riaccende un po’ di passione tra i blogger italiani, un po’ assopiti dopo la pausa estiva. Vedremo come va a finire.

Update: Qui intanto già qualcuno si domanda quali saranno le possibili reazioni legali al post di Gianluca.

Update 2: Ecco la conferma da parte di Liquida.it

Update 3: Ludovico pubblica la risposta al post di Gianluca dell’altro giorno:

http://qix.it/2009/09/sfatiamo-un-po-di-miti/

Io rimango sempre con il dubbio sul perché sia stato deciso di mettere BB su eBay.

Alla prossima puntata!

Dalla spazzatura, un diamante

Ieri sera, torno da una grigliata durata parecchie ore. La pesantezza era tanta e si faceva sentire, ma non potevo rinunciare a gustarmi la Cate che interveniva allo speciale del TG1 delle 23.30. Anche perchè la materia mi tangeva passionalmente così come professionalmente, percui sotto a chi tocca. Questo il tema del giorno:

Carta stampata e giornali online, i blogger e il “grande fratello” Google, la Tv generalista e i canali tematici. E’ migliore l’informazione nell’era di internet? Dove investe la pubblicita’? Come cambia il rapporto tra informazione e potere? Conta di piu’ la notizia, o il video sexy che l’accompagna? A Speciale Tg1, vecchi miti e nuovi vizi della comunicazione e il confronto tra grandi firme del giornalismo italiano ed internazionale.

Speciale TG1 del 06–09–2009 con Intervento di catepol — Caterina Policaro, Blogger from catepol on Vimeo.

Spero siate riuscito a guardarlo nella sua interezza. Bello bello, eh? Na ciofeca. Mix di opinioni con un filo logico che stenta a stare in piedi. Sembrava più un cortometraggio sulla storia dei media più che un’analisi sull’evoluzione dell’informazione. Sta di fatto che Internet al solito dipinto come 90% spazzatura, toglie tempo prezioso ai giornalisti che devono formattare lo stesso articolo per tante diverse edizioni, abbattitore di qualità del giornalismo in genere. Perfortuna Current con Livia e Cate hanno avuto la possibilità di intervenire anche se per molto poco.

Credo di non essere il solo qui a pensarla diversamente, a credere che questo affarino da niente che chiamiamo Rete sia una delle più interessanti invenzioni che il nostro buon homo sapiens sia riuscito a generare. Davvero prima dell’avvento di Internet la qualità delle firme giornalistiche erano di più elevata qualità?

E’ probabile, ma ho anche avuto la netta sensazione che la possibilità che ora abbiamo tutti (blogger, ma soprattutto NON) di poter scrivere e diventare creatori e generatori di notizie, opinioni, editoriali, colonne sia qualcosa che a tanti non vada giù per il verso giusto.

E’ logico che la qualità è quello che la gente vuole e solitamente è quello che la gente stessa premia, eliminando e mandando in oblio quello che scarseggia di una certa rilevanza, di faziosità, di senso critico. La stessa cosa sta succedendo su Internet. E di esempi di qualità sulla rete ce ne sono e tanti. Current (anche se viene trasmesso sul satellite), Varese News, l’Huffington Post e potrei andare avanti per un bel pezzo, basta farsi un giro tra gli aggregatori di Alltop ( News, Citizen Journalism) per scoprire altrettanti esempi.

No, non sto smontando in toto la figura del giornalista che ritengo ancora centrale per raccontare il mondo alla gente. Il fatto è che la tecnologia il mondo lo sta cambiando e la professione del giornalista con esso. La furbizia è riuscire a far proprio questo cambiamento perché a saper cercare nella “spazzatura” giusta, un diamante esce sempre. (Feltri docet).

ATMosfera

Credo di averlo visto a metà di giugno per la prima volta su Eat Parade o più probabilmente era Studio Aperto. Martedì sera l’ho provato.

ATMosfera è il servizio di ATM che ha trasformato due tram storici di Milano adattandoli a carrozza ristorante. Come dice la descrizione del sito, il gusto è molto retrò e sa tanto di fasti ottocenteschi, forse pure troppo.

Appena si monta si capisce subito che il clima è raccolto, adatto a coppiette o cene tra amici non troppo caciaroni.

La partenza è alle ore 20 in Piazza Castello angolo Via Beltrami e si attraversano praticamente tutte le zone battute da rotaie nel giro di qualche chilometro. Una buona opportunità per godermi la mia città di notte, mangiare piuttosto bene e passare 2 h e 30 min alla ri-scoperta di alcuni luoghi che non vedevo da anni. Vivere in periferia ha i suoi svantaggi.

Capitolo cibo.

Ovviamente in un tram non c’è spazio per una cucina degna ti tale nome, per cui quando si prenota vi chiedono se preferite menu di carne o di pesce in modo da essere preparati con cibi precotti. Fa storcere il naso lo so, ma i piatti si presentano bene, sono di qualità e sicuramente meglio di molti ristornanti in cui sono stato.

Disdegnando, con buona pace di papà chef, il pesce ho optato per il menu di carne che così si presentava:

Costo 65 € a testa, vino, acqua e caffè compresi. Mi chiedo se Antonio lavorandoci ci abbia mai fatto un giretto.

Come a scuola

Così anche al lavoro. Settembre è il mese del “principio” qui in Italia. Tutto ricomincia.

È come la primavera del sapere e del business.

Agosto invece è mese di vacanza e per me anche di acquisti. Online. Si perchè è da circa 7 anni che ogni agosto (termine di scadenza della proprietà) cerco di acquistare questo dominio senza successo. Motivo della scelta? Non so rispondere con precisione, questione di identità probabilmente.

In origine il sito apparteneva a un dentista di Pasadena, California. Tale Sam Contino. E’ stato persino a Gessate in visita in Italia per un corso di specializzazione. Ricevevo da lui la medesima risposta via email. Ogni anno lo stesso messaggio di fondo.

Tra poco andrò in pensione. Teniamoci in contatto, non si sa mai quando non avrò più bisogno di questo spazio…

Così ho fatto. Ho perseverato, pure troppo. Sta di fatto che questa estate è arrivato per davvero l’anno della pensione e ho acquistato infine la mia casa online.

WordPress? Dove è finito? No, grazie. Non fa per me. Non perchè sia troppo complicato da gestire, ma stressante da configurare dal punto di vista grafico. Sono tornato alla primissima piattaforma di blogging incontrata oramai oltre 2 anni fa con fluxes.it

Si, il cambiamento è da considerarsi a titolo definitivo e si, è una menata colossale perchè si riparte da zero. Sui motori di ricerca, nell’indicizzazione, nel farsi ri-ri-riconoscere di nuovo.

Poco male. Tutto quello che ho scritto in questi due anni rimane comunque fedelmente custodito qui che userò come appoggio per bloggare da mobile.

Per ora il look è questo, beta o meno penso rimarrà così per un po’ di tempo. Ora diffondete il verbo e buon inizio d’anno scolastico a tutti!