Le calorie di un pendolare in moto

Da qualche giorno, complice il cambio di lavoro, sono tornato a spostarmi verso il centro cittadino di Milano. Ho riscoperto il piacere delle due ruote e mi godo ogni tanto giorno di meteo clemente per poter inforcare il nuovo mezzo.

C’è una bizzarria legata a questa vecchia-nuova routine. Il mio Apple Watch considera questo tragitto di una quarantina di minuti come attività fisica. Al di là delle oscillazioni per zig-zagare nel traffico e della pinzatura sui freni non credo di far poi molto se non stare seduto e accentuare i sensi per prestare la massima attenzione a ciò che mi circonda.

Eppure…Poco tempo dopo essere entrato e seduto in ufficio lui inizia a suonare.

Come se avessi completato un allenamento di mezz’ora o poco più.
Vai a sapere. Forse sono i battiti accelerati? Forse li associa al frena e riparti?
Non saprei. Qualcuno è più ferrato in materia?

Che sonno!

Apple Watch è stato lanciato nel 2015.

Solo dopo 5 anni finalmente, con l’aggiornamento a WatchOS 7, è arrivato il monitoraggio del sonno. Complice anche un nuovo materasso Tempur ho voluto fare qualche test di una settimana per capire come funzionasse l’app e quale fosse la reale utilità di questa misurazione.

Al di là della funzione sveglia con vibrazione e suoni differenti tra cui scegliere, l’app Sonno non dice praticamente nulla di più se non le ore effettive dormite.

Facendone una media settimanale e una mensile.

Fine. Non c’è nessun’informazione utile per adattare meglio le proprie abitudini, né se il sonno è stato leggero o pesante.

Mi domando cosa ci fosse di tanto complicato per dover attendere 5 anni nell’introdurre questa funzione quando i competitor l’hanno da tempo immemore con tra l’altro un set enorme di informazioni da cui pescare.

Apple, è proprio il caso di dirlo, stai dormendo.