Xbox & Bethesda all’E32021

In questa seconda edizione tutta digitale dell’E32021 Microsoft fa la voce grossa e mostra finalmente una line-up di giochi, spesso espressamente dedicati alle console next-gen, di spessore e 27 casi su 30 disponibili su Game Pass con esclusive perenni (Starfield su tutti e per il quale ci sarà da attendere un po’) o parziali ma comunque sostanzialmente gratuite insieme all’abbonamento mensile.

Qui non posso non citare alcune piccole gemme come Somerville (dall’ex fondatore di Playdead, Dino Patti, un’atmosfera unica non so perché mi ha ricordato The Last of Us II) o Twelve Minutes in arrivo a fine agosto. Hades che finalmente potrò giocare su console senza tirar fuori un euro in più, così come A Plague Tale: Requiem e il sensazionale Forza Horizon 5 che cambia ambientazione e approda in Messico con un foto realismo prossimo alla realtà e che dimostra come si possano sfruttare al massimo le librerie di Flight Simulator (anche lui in arrivo su Xbox Series X|S il 27 luglio) tra le varie software house degli Xbox Studios.

Profonda amarezza invece per Halo Infinite. Schiaffato lì in mezzo alla conferenza come un giorno della settimana povero di sodio. Non è stato mostrato niente della campagna e niente di in-game. Solo il multiplayer ha alzato leggermente il livello dell’attenzione, ma, a parte questo, mi ha lasciato abbastanza basito il non aver trovato un passo deciso in avanti rispetto all’anno scorso. Ho seri dubbi sulla possibilità di vederlo pubblicato entro la fine del 2021.

Qui trovate tutti gli annunci, sono tanti, e finalmente Microsoft ha lasciato un segno importante su questa fiera dimostrando con la strategia Game Pass di portare effettivamente i videogiochi che contano in qualsiasi luogo ci troviamo. Da mobile, su console, e molto presto anche senza il bisogno di avere una. Non è una cosa da poco, il play anywhere si sta finalmente concretizzando e non c’è miglior modo di festeggiare questi primi 20 anni di storia.

Ultima chicca? Chi non vorrebbe un mini frigorifero a forma di console? Sì, lo hanno fatto davvero e sarà acquistabile.

Come salvare spazio su Xbox Series X|S

Con questo trucco si libera spazio dall’SSD e si continua a giocare

Sulla coda lunga dei trick che nessuno conosce e nemmeno Microsoft esplicita apertamente (vedi il post sul controller Xbox di Lorenzo), oggi sono a parlarvi di come salvare spazio sulla vostra Xbox Series X o Xbox Series S.

Così come per PlayStation 5, anche le nuove ammiraglie di casa Microsoft montano un nuovissimo e sfavillante disco SSD ma con pochissimo spazio disponibile. Parliamo di poco più di 600GB per Series X e quasi 400GB per Series S.

Un bel problema, soprattutto se iscritti a Game Pass e si ha voglia di giocare a tanti giochi contemporaneamente. I giochi di ultima generazione, quelli che hanno il logo X|S in basso a sinistra sulla vostra dashboard, la maggioranza delle volte necessitano di risiedere nella memoria interna o sulla Seagate Expansion Card della vostra console. Questo perché pronti a sfruttare tutte le potenzialità grafiche e del disco, ma soprattutto ottimizzati al meglio per le architetture delle due nuove arrivate.

Tuttavia ci sono dei giochi che benché riportino X|S sull’icona gioco e quindi ottimizzati per le nuove console, sono stati sviluppati per girare bene anche su Xbox One, Xbox One X e Xbox One S. Questi ultimi possono essere spostati tranquillamente anche su un hard disk esterno collegato alla vostra nuova console tramite una delle porte USB.

Come fare a riconoscere i giochi che possono essere avviati su hard disk?

L’operazione è molto semplice. È sufficiente andare su:

  • “I miei giochi e app”
  • Posizionarvi sul gioco desiderato
  • Schiacciare il tasto ☰ sul vostro pad
  • Scendere fino a Informazioni File
  • Verificare cosa ci sia scritto nella terza riga

Se nella terza riga c’è scritto Scarlett quel gioco necessariamente dovrà risiedere o sul disco interno o sulla Expansion Card Seagate se ne avete una.

Se nella terza riga c’è scritto Durango, allora quel gioco può essere avviato su un qualsiasi HDD esterno collegato via USB. Un esempio pratico è quello di Halo: MCC, un gioco di oltre 100GB che può risiedere ed essere giocato su un hard disk esterno senza nessun tipo di problema.

La mia è tecnica è tenere su disco interno e sulla Seagate i giochi che sto giocando attualmente, mentre su HDD tutti quei giochi “Durango” più tutti quelli che ho in backlog e che prima o poi vorrò giocare. Una volta finiti i primi, sposto gli ultimi internamente così da velocizzare anche le operazioni di caricamento.

Come organizzate le vostre memorie interne?

Il mio test di Xbox Game Pass cloud gaming

Quello che qualche mese fa più comunemente era conosciuto come Project xCloud, ovvero la piattaforma di streaming dei giochi Xbox Game Pass su device Android, è finalmente uscito dalla sua fase Anteprima ed è attualmente in Beta, ma comunque accessibile a tutti attraverso l’applicazione Xbox Game Pass scaricabile su Google Play.

L’argomento streaming mi interessa parecchio. La disintermediazione fisica della console per poter accedere al servizio gaming preferito ovunque nel mondo è affare assai allettante di cui ho scritto in tempi non sospetti su OnLive prima e Stadia poi.

Sono riuscito finalmente a testare anche io il servizio Microsoft con questo set up iniziale:

L’ho utilizzato per il momento, quindi, con la sola rete di casa dove oscillo tra i 30 e 100 Mbps dipende dall’orario, ma comunque soprattutto la sera dal letto, dove in preda a qualche momento di insonnia invece di scendere e riaccendere tutto l’impianto di casa e svegliare la famiglia, mi sono messo le cuffie e iniziato questa splendida avventura. Prevedo un test in esterna non appena si potrà tornare a viaggiare.

Ho giocato a Doom e Carrion, che sembra nascere più per mobile che per uno schermo da 55’’, per tre sere di seguito e segnalo un’esperienza fantastica, input lag pari a zero con rallentamenti dovuti alla connessione ridotti all’osso. Mi resta da testare Destiny o Halo MCC per comprendere meglio come si comporti nelle situazioni multiplayer, ma in linea di massima arrivando dalla delusione cocente di Stadia, Microsoft mi ha fatto ricredere sul poter ottenere eccezionali risultati da un servizio di cloud gaming.

La sensazione è sì quella di approcciarsi a una console portatile, date le dimensioni dello schermo, ma di avere sempre il giusto feeling di controllo dato dal pad Xbox. A questo proposito avevo anche optato per la soluzione che più farebbe avvicinare l’esperienza di tenere in mano una Nintendo Switch, ovvero il controller Razer Kishi studiato apposta per xCloud. Tuttavia sia il costo sia qualche opinione in rete di difficoltà nel approcciare lo stick destro mi hanno fatto per il momento desistere dall’acquisto.

Se avete voglia di provare il tutto, riassumo qui le specifiche per poter sfruttare il servizio ad oggi, anche se ci sono buone speranze di vederlo a breve sia su Apple (dopo la diatriba di qualche mese fa) che sui PC attraverso apposita chiavetta.

  • Un abbonamento Xbox Game Pass Ultimate attivo
  • Un controller Xbox con funzionalità Bluetooth o un altro controller supportato
  • Un telefono o tablet Android, versione Android 6.0 o successiva
  • Una connessione dati Wi-Fi/LTE con almeno 10 Mbps di velocità in download
  • L’app Xbox Game Pass per dispositivi Android

Anzi, in realtà su piattaforma Apple è disponibile qualcosa di similare. Avviene tramite l’app Xbox e si chiama Remote Play. La differenza con quanto avviene su Android è che bisogna trovarsi agganciati alla stessa connessione alla quale è attaccata la vostra Xbox, una specie di mirroring di quanto vedreste sul vostro schermo del salotto, con la possibilità di usufruire di tutti i titoli da voi acquistati e non solo quelli Game Pass.

Fatemi sapere le vostre opinioni e se avete avuto modo di testare il servizio.