Il post che segue parla della serie televisiva Breaking Bad. Contiene spoiler e riflessioni sulla serie stessa, quindi ti conviene leggerlo solo dopo averla vista. Sono considerazioni personali e punti di vista dopo aver visto una delle migliori produzioni degli ultimidecenni.

Diciamo pure che mi serviranno soprattutto da memoria. Ogni volta in cui vorrò ricordarmi di come mi sono sentito vicino così tanto ad un prodotto multimediale, umanamente parlando, tornerò a rileggere queste righe e magari a rimettere in circolo uno dei Blu-Ray con le puntate di questa serie TV.Sentii parlare di Breaking Bad per la prima volta nel 2010. Confesso di aver iniziato a guardare anche le prime 3 puntate, ma non so bene per quale motivo decisi di smettere altrettanto presto. Probabilmente con poca pazienza, commisi l’errore di non dare fiducia a quella che poi si è rivelata una delle mie produzioni televisive preferite.La serie è terminata ormai da oltre 1 anno e quasi tutti i miei amici appassionati seriali non facevano altro che ripetermi la medesima frase: non sai cosa ti stai perdendo. Così dopo l’estate appena trascorsa recuperai tutta la serie e iniziai molto lentamente a snocciolarla per bene. Arrivando a ridosso delle vacanze natalizie all’inizio della quarta stagione. Ho fatto una maratona, tutta d’un fiato di quasi 25 puntate. Una droga. E scusate il gioco di parole.La bellezza di questa serie sta nel fatto di non sapere mai ciò che sta per accadere, o meglio ce lo si può immaginare, ma non è mai come ce lo siamo pre-figurati nella nostra testa. Ciò che possiamo però tenere presente è uno schema ben preciso, ci sarà sempre una trasformazione a seguito di un’azione. Una metamorfosi continua ed inesorabile. Una costante presente per tutte le stagioni che faranno sembrare sconosciuti i personaggi così come li abbiamo incontrati nelle primissime puntate.A mio, personalissimo, parere la serie si sarebbe dovuta concludere con l’ultima puntata della 4a stagione. Stupenda. Walt vince la sua lotta contro un criminale più potente di lui, ha l’occasione di fermare la macchina e finalmente godersi in pace il frutto di tutte le atrocità di cui si è ritrovato protagonista. Invece è incapace di fermarsi. Perché farlo quando ora si ha la possibilità di dettare legge?Ho trovato questo post particolarmente interessante in cui vengono associate alcune delle 48 leggi del potere a Breaking Bad. Tra le quali ce n’è proprio una che Walt ha deciso di non seguire, quella di fermarsi in tempo:

Law 47: Do Not Go Past the Mark You Aimed For: In Victory, Learn When to Stop — From the beginning, Walt wanted to just make enough money to provide for his family when he would die from cancer. Finding out he had more time to live was the point where his greediness kicked in. Saul proposed he leave and get a fresh start. Skyler proposed he leave the business, while showing him his enormous stack of earnings. Walt finally decided to leave the business, but he dug himself too big of a hole. He just couldn’t bring himself to stop. As Walt said himself, “I’m in the empire business”. Enough was never truly enough.

Walter Hartwell White

Walt è l’antieroe per eccellenza, è un uomo di mezza età sfigato ed è con facilità imbarazzante il modo in cui si entra in empatia con lui. Nonostante abbia più o meno tutto, la vita lo schernisce continuamente facendosi sentire con tutto il peso della sua normalità. Già dalla prima puntata si percepisce il suo profondo bisogno di sentirsi vivo. Bisogno ribadito nell’ultima puntata in cui confesserà a Skyler quando si sentisse vivo nell’impersonare Heisenberg.

I did it for me. I liked it. I was good at it. And I was really… I was alive.

La magia però di questa serie sta nel riuscire a mantenere vicino a noi la natura di questo personaggio. Nonostante la montagna di soldi a disposizione e una scusante molto forte nel guadagnarli, Walter non si trasforma mai nel Montana di Scarface, non vive una vita lussuosa, ma anzi è in costante fuga da se stesso e dai guai che il crimine porta con se. Questa dimensione umana fa si che non ci si allontani mai troppo da lui, quasi come se riuscissimo a giustificare tutte le azioni compiute.La sua maschera, il suo diventare super eroe facendosi chiamare Heisenberg si rivela in realtà una distinzione destinata a sparire nel corso delle puntate. Piuttosto sembra essere il vecchio Walter la maschera di un uomo senza scrupoli e molto attento ai dettagli di come conduce la sua vita criminale. E nonostante le bugie, i tradimenti, gli omicidi e l’egoismo non riusciamo ad odiarlo perché ci si immedesima in qualcuno a cui hanno diagnosticato pochi mesi di vita. Ma soprattutto si comprende molto bene come la miccia a dare il via al tutto sia proprio la diagnosi del suo cancro ai polmoni. Di colpo smette di avere paura e di preoccuparsi, come se finalmente avesse uno scopo da portare a termine prima della sua morte prematura.Non ultimo Walt è il protagonista di una tragedia reale, non è un film e nemmeno un telefilm dove può sempre farla franca. La conseguenza delle sue scelte lo porteranno alla morte e a perdere la sola cosa per la quale non ha mai smesso di lottare: la sua famiglia.“La familia es todo” la famiglia è tutto dicono i due gemelli messicani a metà della terza stagione. Un argomento attorno al quale, non è difficile accorgersene, Breaking Bad poggia con fermezza le sue basi. La famiglia è il motivo primo, la giustificazione perfetta di Walt a qualsiasi azione criminale compiuta nel corso dei due anni in cui ha iniziato a sconvolgere il corso delle vite di tutti coloro abbiano avuto a che fare con lui. I cui componenti non dovevano essere toccati da nessuno, di cui anche Jesse in qualche modo entra a far parte.Di questa trasformazione ne parla ampiamente e molto bene Fabrizio Rinaldi nella sua tesi di laurea pubblicata su Medium.

Heisenberg

Caos morale di cui è il fautore. Heisenberg non è un nome a caso scelto dagli autori della serie per definire l’alter ego di Walt. Heisenberg è un fisico tedesco noto per il suo principio d’indeterminazione di due forze fisiche. Se avete visto la serie, è facile associare questa teoria con ciò che Walt e Heisenberg (il personaggio di BB) rappresentano. Sotto il video di TED e qui un articolo di come comprendere al meglio questa associazione.

Jesse BrucePinkman

Walter voleva bene a Jesse, gliene ha voluto fino alla fine, finché non è stato ad ascoltarlo come ha sempre fatto per il corso di 4 stagioni. Walt si è comportato come il padre che non si è mai riuscito ad accontentare, con Jesse nel ruolo del figlio sempre pronto a fare di meglio per poter entrare nelle sue grazie. Un rapporto molto più caldo e complesso con il passare delle puntate, fino ad arrivare al punto in cui Walt comprende l’animo buono del partner e a non riuscire più a fare meno di lui. Ma quella sensazione di manipolazione mai doma, sempre assopita nell’animo di Jesse, esplode proprio sul finale forse rovinando ancora in maniera peggiore tutto quello che i due hanno costruito insieme, vendendosi alla DEA.Ci vogliono, come detto, 4 stagioni per arrivare alla sua di trasformazione. Con il culmine della sua nuova personalità acquisita quando si permette di fare la voce grossa giù in Messico nel laboratorio del Cartello. Tuttavia ha sempre dimostrato un debole particolare per le persone che lo hanno amato, soprattutto per i più piccoli, toccato da quel senso di protezione da fratello maggiore non ha perdonato a Walt il fatto di averlo convinto che fosse stato Gus ad avvelenare il figlio della sua fidanzata Andrea. Questo rimarrà per sempre il suo punto debole e anche a pensare di vederlo come sostituto di Walt si capisce come non ne avrebbe la freddezza.Perché Jesse non ha uno scopo come Walt, è vittima degli eventi e della sua svogliatezza nei confronti della vita. Accetta di essere complice in queste (dis)avventure perché altrimenti non avrebbe di meglio da fare se non strafarsi tutto il giorno. Mentre essere occupato a cucinare metanfetamina significa guadagnare molti soldi.Gli ultimi istanti della 5a serie ci mostrano come il cambiamento è completato. Jesse ha svestito i panni del tossico pigro e grazie al periodo di prigionia ha compreso come la vita valga la pena di essere vissuta (vedi la costruzione della scatola di legno) arrivando al grido liberatorio di felicità nella sua ultima inquadratura.

Skyler White

Anna Gunn, l’attrice interprete di Skyler, ha scritto questo articolo sul NY Times su come non riuscisse a comprendere il motivo di tanto odio nei confronti del ruolo da lei interpretato. Un fastidio condiviso anche dal sottoscritto. Nella sua dissertazione centra pienamente il punto, Skyler è il vero antagonista di Waltdiventando per necessità moralmente uguale a lui. Tuttavia non prende mai una posizione chiara, è una montagna russa di emozioni e atteggiamenti. Dapprima facendo quasi finta di preoccuparsi del marito adottando lo stesso modo di comportarsi di Marie, la sorella. Per poi alternare le fasi di disprezzo totale nei confronti del marito una volta scoperta la sua attività con quelle di protezione e amore nel momento i cui riflette sulla protezione della famiglia e la montagna di soldi a cui può attingere. Questo suo tentennare l’accompagnerà sino alla fine, dove l’amore latente per Walt le impedirà sempre di dire la verità alla polizia.Un comportamento rimarcato molto bene da suo figlio Walter Jr. in uno dei dialoghi della terzultima puntata: Sei cattiva quanto lui (mio padre Walt) se sapevi tutto dall’inizio e non hai fatto nulla.

Altri personaggi

Hank è uno dei pochi ad aver subito un’involuzione invece. Il suo fare da spaccone americano con distintivo si affievolisce sempre più alla scoperta del cancro da parte del cognato, ma anzi arriva ad essere un confidente fidato per aiutare Walt a sistemare i suoi problemi coniugali con Skyler. Addirittura sopporta di ospitare i nipoti per lungo tempo proprio per dimostrarsi altruista nei confronti dei cognati.Marie invece è la sola ad aver mantenuto la stessa caratura all’interno della narrazione nel corso di tutte e 5 le stagioni. Il suo ciarlare, intervenire con superficialità e qualche volta fuori luogo ha fatto da sottofondo alle vicende ben più cruente in fase di accadimento a pochi chilometri da lei. Quasi fosse anch’essa una spettatrice dello spettacolo tanto quanto i fruitori della serie.

Colori emusica

Questa serie fa un utilizzo maniacale e pregevole dei colori, così come della musica. Fino ad arrivare, come ho scritto più avanti, ad un mix perfetto tra i due. Nel corso degli anni i fan si sono divertiti a fare una raccolta dei primi e su Internet trovate qualche sito interessante al riguardo. I due in grado di farvi comprendere come i colori in questa serie riflettano quel senso di trasformazione citato prima sono The Wardrobe of Walter White

E il set di colorazione dei vestiti di tutti i personaggi principali della serie Colorizing Walter White’s Decay

Gran parte della colonna sonora di Breaking Bad (che potete ascoltare qui sopra) riflette gli stati d’animo così gli stili di vita dei personaggi e spesso e volentieri viene utilizzato il testo delle canzoni per sottolineare un momento topico dell’azione. La combinazione tra musica e colori poi esplode in tutta la sua magnificenza due volte. L’importanza della scena finale di Breaking Bad, infatti, è costruita anche grazie ad una robusta scelta di una calzante canzone (Baby Blue) difficilmente equiparabile ad altri momenti filmici della storia contemporanea. La catarsi si attua con la prima strofa:

Guess I got what I deserved

Ho avuto quello che mi sono meritato. Per poi proseguire con:

Special love I’ve for you, my baby blue

Un amore speciale per quella piccola blu, la metanfetamina da quel colore così particolare.Amore dichiarato anche qualche puntata prima, quando Walt insieme a Todd iniziano una breve routine di cucina. E qui la canzone scelta è stata Crystal Blue Persuasion. Non posso che ribadire la genialità di questi due abbinamenti.

Come si può, infine, non lodare l’aver messo una canzone dialettale italiana tra la colonna sonora della serie?

Felina

Ci sarebbero tantissime cose da dire e aggiungere — tipo che Gus è uno dei due ragazzi in carcere insieme a Eddie Murphy in “Una poltrona per due”, di come esista per davvero un Walter White in Alabama cuoco di meth, di come il titolo dell’ultima puntata sia Felina che è l’anagramma di Finale e la combinazione di alcuni elementi chimici, o delle easter eggs (la mia preferita resta quella del pupazzo) — ma il web è pieno zeppo di tutto ciò e non vi resta che andarne a caccia.Breaking Bad mi mancherà, mi sarebbe piaciuto sapere come mai un giovane e brillante Walter White prossimo al Nobel si sia ritrovato a fare l’insegnante e nella più totale mediocrità a 50 anni. Mi sarebbe piaciuto sapere che fine avrà fatto Jesse dopo quello sguardo d’intesa con Walt prima di fuggire verso la libertà. Per fortuna alcuni personaggi torneranno nel prequel Better Call Saul, ma tant’è la verità è che a Breaking Bad non restava nient’altro da aggiungere se non terminare come è terminato.