Ieri sera, torno da una grigliata durata parecchie ore. La pesantezza era tanta e si faceva sentire, ma non potevo rinunciare a gustarmi la Cate che interveniva allo speciale del TG1 delle 23.30. Anche perchè la materia mi tangeva passionalmente così come professionalmente, percui sotto a chi tocca. Questo il tema del giorno:Carta stampata e giornali online, i blogger e il “grande fratello” Google, la Tv generalista e i canali tematici. E’ migliore l’informazione nell’era di internet? Dove investe la pubblicita’? Come cambia il rapporto tra informazione e potere? Conta di piu’ la notizia, o il video sexy che l’accompagna? A Speciale Tg1, vecchi miti e nuovi vizi della comunicazione e il confronto tra grandi firme del giornalismo italiano ed internazionale.Speciale TG1 del 06–09–2009 con Intervento di catepol — Caterina Policaro, Blogger from catepol on Vimeo.Spero siate riuscito a guardarlo nella sua interezza. Bello bello, eh? Na ciofeca. Mix di opinioni con un filo logico che stenta a stare in piedi. Sembrava più un cortometraggio sulla storia dei media più che un’analisi sull’evoluzione dell’informazione. Sta di fatto che Internet al solito dipinto come 90% spazzatura, toglie tempo prezioso ai giornalisti che devono formattare lo stesso articolo per tante diverse edizioni, abbattitore di qualità del giornalismo in genere. Perfortuna Current con Livia e Cate hanno avuto la possibilità di intervenire anche se per molto poco.Credo di non essere il solo qui a pensarla diversamente, a credere che questo affarino da niente che chiamiamo Rete sia una delle più interessanti invenzioni che il nostro buon homo sapiens sia riuscito a generare. Davvero prima dell’avvento di Internet la qualità delle firme giornalistiche erano di più elevata qualità?E’ probabile, ma ho anche avuto la netta sensazione che la possibilità che ora abbiamo tutti (blogger, ma soprattutto NON) di poter scrivere e diventare creatori e generatori di notizie, opinioni, editoriali, colonne sia qualcosa che a tanti non vada giù per il verso giusto.E’ logico che la qualità è quello che la gente vuole e solitamente è quello che la gente stessa premia, eliminando e mandando in oblio quello che scarseggia di una certa rilevanza, di faziosità, di senso critico. La stessa cosa sta succedendo su Internet. E di esempi di qualità sulla rete ce ne sono e tanti. Current (anche se viene trasmesso sul satellite), Varese News, l’Huffington Post e potrei andare avanti per un bel pezzo, basta farsi un giro tra gli aggregatori di Alltop ( News, Citizen Journalism) per scoprire altrettanti esempi.No, non sto smontando in toto la figura del giornalista che ritengo ancora centrale per raccontare il mondo alla gente. Il fatto è che la tecnologia il mondo lo sta cambiando e la professione del giornalista con esso. La furbizia è riuscire a far proprio questo cambiamento perché a saper cercare nella “spazzatura” giusta, un diamante esce sempre. (Feltri docet).