Per la serie italiani all’estero e per la voglia di conoscere meglio chi sta dietro alla piattaforma di blogging che utilizzo, dopo Anthony Casalena, il fondatore di SquareSpace, ho voluto fare qualche domanda a Taddeo Zacchini da poco tempo il loro nuovo User Interface Designer.Ecco il suo racconto da trapiantato a New York. Non nascondo una punta di invidia. Bravo Taddeo!Presentazione. Chi sei, qual è la tua formazione?Mi chiamo Taddeo Zacchini ho 27 anni e sono un Graphic e User Interface Designer, Bologna Italia.La mia formazione parte da una base artistica, più precisamente da il Liceo Artistico, per poi passare alla grafica avendo conseguito il diploma di laurea presso all’ISIA di Urbino. Al momento sono laureando presso il corso specialistico in Interaction Design dell’Università IUAV di Venezia. Essenzialmente il mio percorso formativo è stato principalmente improntato sulla grafica “tradizionale”, quindi immagine coordinata, tipografia, editoria, illustrazione e fotografia. Nel corso degli anni ho comunque sempre approfondito la passione per il mondo Web e in particolare per quello che riguarda il design delle interfacce, usufruendo da sempre del computer e dei dispositivi elettronici.Perché ti sei specializzato in Interface Design?In tutti questi anni, la tecnologia mi ha permesso di migliorare e approfondire la mia conoscenza per l’arte grafica. Diciamo che sono partito dal Web, dove un designer affronta nuove problematiche nella progettazione differenti dalla grafica tradizionale. Essendo fruitore da lungo tempo, ho sempre trovato affascinate il lavoro che c’è dietro alla realizzazione di un interfaccia grafica, qualsiasi essa sia; posso aggiungere che il mio percorso formativo, è stato una naturale evoluzione di quella che era la mia più grande e sentita passione e interesse, e questa combinazione mi ha permesso di raggiungere nuovi obbiettivi a cui non avevo mai pensato di arrivare.Cosa ci fa un italiano in America? Perché questa scelta di vita?Ah! Questa è una bella domanda… Ancora me lo chiedo!È una storia piuttosto particolare ma allo stesso tempo molto semplice: all’inizio del 2007, al termine del corso triennale presso l’ISIA di Urbino, realizzai una tesi di laurea interamente dedicata alla progettazione delle interfaccie e allo studio dell’immagine Web 2.0, disegnandone l’immagine ed un prototipo. Il prototipo in quesitone consisteva in un servizio Web che permetteva a chiunque di disegnarsi il proprio sito senza avere conoscenze tecniche. È evidente la vicinanza con un servizio come Squarespace, la compagnia presso la quale mi trovo oggi a lavorare. Ma a quel tempo non ne conoscevo ancora l’esistenza, anzi, probabilmente Anthony era in procinto di concludere la sua tesi, da cui sarebbe poi scaturita la nascita del’ azienda Squarespace. Dunque, come tutti, misi nel dimenticatoi la mia tesi, nonostante su di essa avessi investito tanto.Successivamente, durante il primo dei due anni di corso specialistico presso l’università di Venezia, precisamente nell’estate del 2008, frequentai uno stage di interaction design presso Nokia Londra. Fu prorpio sul finire di quella esperienza che alcuni dei miei colleghi di Nokia mi fecero conoscere, quasi per caso la realtà di Squarespace. Immadiatamente mandai all’azienda americana curriculum e portfolio, speranzoso. Dopo solo un giorno feci un intervista telefonica che mi portò nel mese successivo a New York come stegista presso Squarespace, iniziando così la mia esperienza negli States.Se questa è una scelta di vita?! Gli eventi mi hanno portato a far si che lo sia diventato. Ho cercato di cogliere le occasioni migliori, poichè so quanto è difficile trovare un lavoro come il mio in Italia.Cosa significa per te lavorare in SquareSpace?Lavorare in Squarespace è incredibile!Una piccola start-up che ha già i numeri per fare grandi cose… L’ambiente è caloroso e giovanile, praticamente siamo tutti sotto i trentanni e c’è un rapporto di lavoro molto sereno e trasparente. Una realtà in cui il tuo lavoro viene riconosciuto al 100%, dove le persone si affidano a te e alle tue conoscenze riconoscendone il valore. Devo ammettere che mi sono trovato piuttosto spiazzato all’inizio, perchè già da allora mi davano parecchie responsabilità e riversavano fiducia in quello che facevo e proponevo. In completo contrasto con le realtà alla quale siamo abituati noi italiani, oggi mi trovo a dover pianificare diversi progetti interni in completa sinergia con gli altri team.La filosofia di base che abbiamo tutti a cuore è la nostra felicità. Se un dipendente è felice e ama il proprio lavoro, lavora e produce cento volte meglio. Mi ritengo fortunato, non c’è cosa migliore che amare il proprio lavoro e vivere di esso in serenità.Nello specifico, tecnicamente il mio lavoro consiste nello studio e nella realizzazione di interfacce: dallo studio concettuale, al disegno di wireframe, alla definizione del layout finale, ai processi di interazione e soprattutto alla progettazione delle icone.Consigli ad un giovane italiano che vorrebbe fare un’esperienza all’esteroIl mio consiglio è prendere tutte le buone occasioni che si possono avere e fare più esperienza possibile all’estero. Soltanto viaggiando si aprono nuove strade e nuove possibilità. Ma soprattutto si apre la mente, si elasticizza il proprio pensare e questo è importantissimo in ogni lavoro. Nella mia vita ho afferrato tutto quello che mi poteva dare qualcosa e ora ne sto riconoscendo il vantaggio.Raccoglierne i frutti, tornare a casa e cercare di trasmettere tutto questo alla nostra realtà, questo è quello che mi piacerebbe fare nel prossimo futuro, perché credo che soltanto tornando si possa creare qualcosa di duraturo e positivo per noi stessi.Grazie ancora per l’interesse.È sempre un piacere!Teddywww.myfavoritething.net